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Iscrizione al corso di formazione : MISURA E RIPRODUZIONE DEL COLORE
ASPETTO E MORFOLOGIA
Misure dimensionali (volume, spessore, area)
Questo tipo di misure deve essere specificato per ogni esigenza e a secondo della
precisione richiesta.
L'analisi di tipo statistico dei dati è in questo caso di fondamentale
importanza.
Misure di volume
Il volume occupato dipende certamente dal tipo di materiale, ma ovviamente
anche da altre variabili.
Di solito è interessante sapere il volume occupato da un materiale in
determinate condizioni, ad esempio di un fuso polimerico all'interno di un
estrusore.
Come primo passo, a volte non considerato, deve essere fatta un'analisi teorica
sulla base delle conoscenze che abbiamo del materiale e delle condizioni a cui
è sottoposto.
Le misure poi sono di tipo specifico e vanno considerate caso per caso.
Vogliamo qui ricordare i sistemi di misura computerizzati di analisi di
oggetti 3D per un controllo di qualità di tipo statistico.
Misure di spessore
La misura di uno spessore è spesso preliminare a moltissime altre misura; la
conoscenza della precisione del dato di spessore può a volte far risparmiare molto
tempo sulle misure successive.
Ecco alcune apparecchiature:
1) Spessimetri e micrometri meccanici.
2) Microscopi calibrati per misure singole.
3) Sistemi di analisi di immagine per misure singole e in linea.
4) Sistemi laser per misure singole e in linea.
5) Sistemi ad effetto Hall.
6) Sistemi a raggi beta.
Due sono le parole chiave: precisione e analisi statistica:
L'analisi statistica riveste primaria importanza, sopratutto quando abbiamo a che
fare con una enorme quantità di dati. La precisione della misura deve essere sempre
nota a priori.
Misure di area superficiale
Con forme complesse, i sistemi di analisi di immagine risolvono brillantemente le
necessità di misura di superficie.
In questo le variabili più sensibili sono l'illuminazione e il posizionamento dei
campioni e la calibrazione dei sistemi di misura.
Anche in questo caso, come per gli altri sistemi di misura dimensionale, deve esserci
la padronanza completa delle tecniche statistiche di elaborazione dei dati e della
teoria degli errori relativa alla precisione delle misure e delle apparecchiature.
Misure di colore, lucentezza, trasparenza
Le misure delle caratteristiche colorimetriche rivestono un'importanza primaria in
quasi tutti i settori applicativi e vengono richieste nelle diverse fasi di messa a
punto dei prodotti, della produzione, del controllo qualità, etc.
Una costanza colorimetrica di un materiale è inoltre indice molto importante sulla
costanza qualitativa generale del prodotto.
Sulle tecniche e in generale sulla misura del colore esistono centinaia di volumi e
decine di migliaia di pubblicazioni. Per quanto riguarda la strumentazione esistono
centinaia di produttori di colorimetri/spettrofotometri per le più diverse esigenze.
Di fondamentale importanza anche i diversi software di elaborazione dei dati
colorimetrici e di ricettazione automatica del colore.
Misurare il colore
Ecco i passi:
1) preparare i campioni da misurare secondo metodologie standardizzate.
2) analisi visiva: servirsi di diversi operatori: il colore è dato dalla terna
illuminante/oggetto/osservatore, per cui diversi osservatori possono avere
impressioni diverse.
3) standardizzare le condizioni di illuminazione: munirsi di una cabina colore
con i diversi illuminanti per l'analisi di tipo visivo.
4) analisi strumentale, spettrofotometri e colorimetri: prima di usarli,
padroneggiare le diverse variabili ad essi collegate, quali angolo di incidenza,
illuminante, angolo di osservazione, filtri, riflettanza. Non è raro imbattersi in
misurazioni effettuate senza sapere le condizioni strumentali utilizzate.
Gli spettrofotometri portatili sono molto comodi, ma in ogni caso preferite quelli
da banco se potete scegliere.
5) Ricettazione strumentale. Per le esigenze industriali, i software di analisi dati
e ricettazione colorimetrica rivestono importanza fondamentale: cercate la massima
flessibilità di questi sistemi, che evolveranno con voi.
6) Sempre, sempre, sempre CONTROLLATE e CALIBRATE gli strumenti di misura: tali
operazioni richiedono tempi minimi e vi eviteranno perdite di tempo enormi.
Lucentezza
Le misure sono in questo caso più semplici di quelle di colore. Esistono strumenti
specifici che danno un grado di lucentezza. Prima di sceglierli, informatevi su cosa
si utilizza nel vostro settore.
La bontà della misura sta' tutta nella bontà del provino.
Trasparenza
Quando possibile, basatevi su uno spettrofotometro che vi da' la trasmittanza a
tutte le lunghezze d'onda.
In questo caso la precisione nella preparazione del provino è il punto chiave.
Misure di porosità
L'aspetto, la forma, la quantità dei pori e se questi sono in superficie o
nell'interno sono gli oggetti di una misura di porosimetria.
Un modo classico da ricerca è l'utilizzo di un microscopio ottico o, meglio ancora,
elettronico (VEDI SEZIONE MICROSCOPIA).
Per un'analisi più specifica esistono i porosimetri (ad esempio, il porosimetro
a mercurio).
Generalmente sono strumenti sui quali ci si deve fare una certa esperienza
nell'analisi dei propri materiali e quindi possono essere usati anche routinariamente
per analisi di controllo qualità.
Peso, peso specifico, densità apparente e reale
Peso
Il peso è una delle grandezze fondamentali, e probabilmente quella che più deve
essere misurata in un laboratorio analitico.
Forse il primo strumento di un laboratorio deve essere una bilancia.
Le misure del peso sono un buon test sulle capacità di misura di un operatore:
la misura deve infatti essere precisa, affidabile e riproducibile e lo strumento
deve essere tenuto sotto calibrazione e controllo periodici.
Indice di buon uso della strumentazione è conoscere il grado di affidabilità di
una pesata e quali semplici, ma fondamentali, accorgimenti vanno presi per una
corretta misura.
Peso specifico e densità reale
Una costanza del peso specifico è uno degli indici di costanza qualitativa e,
a causa della semplicità della misura, dovrebbe essere considerato tra le
misure fondamentali di controllo qualità.
Alcuni metodi si basano sull'uso di bilance, altri di colonne a gradiente ed
altri ancora di picnometri a gas per la densità.
Valutiamo preventivamente quale precisione è richiesta e quindi decidiamo il
metodo più indicato.
Densità apparente
E' un termine abbastanza improprio. Comunque si tratta di valutare 'l'ingombro'
di un certo tipo di materiale in determinate condizioni. Le misure sono spesso
misure di volume di ingombro.
Granulometria
I materiali che ci interessano sono spesso sotto forma di piccoli granuli o polvere,
e a loro volta hanno una struttura composta da particelle più piccole.
Mediante differenti tecniche è possibile indagare la struttura di un singolo elemento
o la struttura media delle particelle costituenti il nostro materiale.
Supponiamo ad esempio di avere una polvere costituita da particelle che chiameremo
'secondarie', a loro volta costituite da un aggregato di particelle che chiameremo
'primarie'.
Preparazione e condizionamento del materiale
E' una fase dipendente dal tipo di apparecchiatura che si utilizza.
Ad esempio, se vogliamo indagare le 'primarie' dobbiamo a volte disgregare il più
possibile la struttura secondaria della polvere.
In ogni caso dovremmo avere un campione rappresentativo del nostro materiale nella
forma voluta e senza agglomerati anomali.
Strumentazione
A titolo di esempio, elenchiamo alcuni modi classici per misurare la morfologia di
una materiale:
Setacciatura
E' il metodo classico e il più conveniente.
Da' ottimi e riproducibili risultati se utilizzato sempre nelle medesime condizioni.
Purtroppo è un metodo spesso un po' troppo 'soggettivo', specie se la setacciatura
viene effettuata manualmente. Da preferire decisamente sono le colonne di setacci
con vibratore automatico.
La misura di solito indica la % in peso del materiale che ha passato un setaccio di
una determinata maglia.
Microscopio
E' il metodo più diretto e da ricerca. Da' informazioni anche sulla struttura delle
particelle, ma non è applicabile quasi mai come controllo qualità.
Coulter
E' un metodo che si basa su un principio abbastanza complesso, ma che è diventato
di routine per molte applicazioni, specialmente nel settore medicale.
Non è sempre utilizzabile, ma dove lo è, consente la misura di tutta la
distribuzione granulometrica in un tempo minimo.
A causa della sua delicatezza, è uno strumento da tenere sempre sotto controllo
e calibrazione e possibilmente da utilizzare con costanza.
Centrifughe per sedimentazione
Anche in questo caso si ottiene con una sola misura tutta la distribuzione
granulometrica.
Le variabili per avere una buona misura sono molte e conviene preventivamente
analizzarle ad una ad una per ottimizzare le condizioni al nostro materiale.
La strumentazione, come per il Coulter, deve essere sempre in buono stato e
controllata.
Laser scattering
E' una misura indiretta, ma molto efficace e copre un range dimensionale molto
vasto. Si basa sulla diffusione di un fascio di luce laser quando colpisce
particelle di una certa dimensione.
Il Coulter, la centrifuga e lo scattering laser devono essere assolutamente
provati prima sui nostri campioni, se possibile direttamente da noi, per renderci
conto delle potenzialità e delle limitazioni di queste tecniche sui nostri materiali:
questo per non avere brutte sorprese!
Analisi microscopica ottica ed elettronica, analisi di immagine
Un microscopio è la prima cosa da avere.
Un profano pensa subito agli ingrandimenti: è (quasi) l'ultima cosa a cui pensare!
Un buon stereomicroscopio è un ottimo strumento di analisi morfologica ed è
indispensabile anche come complemento di molte altre tecniche analitiche.
Un microscopio classico richiede maggiore preparazione del campione e solitamente
serve meno.
Le misure ottiche con fornetto riscaldato e luce polarizzata danno indicazioni
sulla natura del materiale, ma richiedono una certa esperienza.
Il microscopio elettronico è un sogno per molti. Richiede tuttavia, oltre ad un
investimento elevato, una certa dose di esperienza e la consapevolezza che ciò che
vediamo non è detto sia subito rappresentativo del nostro materiale.
Tutte le tecniche microscopiche richiedono una notevole abilità ed esperienza nella
preparazione del campione. Un utile accessorio può rivelarsi un microtomo per il
sezionamento di campioni in maniera controllata.
I sistemi di analisi di immagine sono essenzialmente sistemi di elaborazione di
un'immagine acquisita mediante telecamera su un oggetto macroscopico o microscopico.
Il trucco sta nell'illuminazone del campione, che deve essere il più possibile
uniforme e riproducibile nel tempo.
Questi sistemi possono essere applicati al controllo qualità di pezzi finiti, ma
solo previa sperimentazione adeguata.
Rugosità superficiale, tensione superficiale
Oltre ad un'analisi di tipo microscopico, esiste la possibilità di misurare la
rugosità superficiale mediante metodi meccanici estremamente semplici e di routine.
Gli strumenti sono i rugosimetri.
La tensione superficiale è una caratteristica chimico-morfologica della superficie.
Riveste notevole importanza quando il materiale deve essere soggetto a verniciatura
o trattamento superficiale.
Esistono soluzioni calibrate a tensione superficiale nota oppure delle penne calibrate.
La misura, abbastanza semplice nell'esecuzione, è tuttavia spesso soggettiva e
notevole cura deve essere riposta nelle soluzioni di calibrazione.
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